Le collaborazioni tra assistenti virtuali sono il trend del momento nella categoria

Se sei all’inizio del tuo percorso come assistente virtuale e vuoi conoscere fin d’ora una tua possibile evoluzione, non perdere il mio articolo, perché qui ti parlo di come potresti collaborare con altre virtual assistant.

Molte delle mie allieve sono diversi anni che svolgono questa professione e per tutte arriva un punto in cui le ore del giorno non bastano più.

È la classica situazione di stallo, dobbiamo comprendere infatti che non è possibile ad un certo punto inserire anche un solo cliente in più.

Ma che succede quando le richieste di preventivo continuano ad arrivare?

Di solito si è fatto un grande lavoro di personal branding e di strategie di marketing negli anni e quando si arriva a questo punto, rinunciare ad un nuovo cliente è frustrante e ci fa sentire come se stiamo buttando all’aria anni di duro lavoro.

Ecco quindi che un’assistente virtuale comincia a pensare di coinvolgere delle colleghe nella gestione del cliente.

Le collaborazioni tra assistenti virtuali – chi fattura cosa?

Ed eccoci al primo grande dubbio che sorge quando due assistenti virtuali lavorano per lo stesso cliente.

Quale delle due deve fatturare al cliente finale?

Ci sono diverse opzioni possibili e voglio mostrartele indicandoti anche i rischi e come gestire le responsabilità nei confronti del cliente e delle assistenti stesse.

  • Opzione 1

Un’assistente fattura tutto il lavoro svolto e retribuisce la collega per la sua parte di lavoro.

In questo caso dal punto di vista economico, ti consiglio di ragionare bene sulla tariffa da proporre al cliente, valutando i margini di guadagno per te e la tua collega.

Ti accorgerai infatti che il rischio è che per restare entro un range di tariffa media di mercato, potresti non ricooscere una tariffa sostenibile per la collega.

Aumentando invece la tariffa al cliente, rischi di andare “fuori mercato” e di non iniziare la collaborazione.

L’ago della bilancia in questa situazione è che tu andrai a versare contributi Inps e imposta sostitutiva su tutto il lavoro svolto.

Dal punto di vista delle responsabilità, bisogna capire che se sei tu a fatturare al cliente, è tua anche la responsabilità nei confronti del lavoro svolto dall’altra VA.

In questi casi consiglio di stipulare il contratto con il cliente, indicando che parte del lavoro è affidato a terze persone e di chiarire bene le condizioni in caso di lavoro non eseguito a regola d’arte, o possibili contestazioni da parte del cliente.

  • Opzione 2

Ogni assistente fattura la sua parte di lavoro svolto.

Questo modello di collaborazione è più sostenibile, perché entrambe le assistenti riceveranno il giusto compenso, la tariffa nei confronti del cliente non aumenterà e ognuna si comporta fiscalmente come d’abitudine.

Dal lato delle responsabilità, in questo caso consiglio di stipulare ognuna il suo contratto con il cliente, dettagliando bene le proprie mansioni.

In questo momento può sembrarti un dettaglio da poco, ma ti assicuro che nella gestione dei task, è opportuno che il cliente capisca bene cosa affidare ad una e cosa all’altra, per evitare sovrapposizioni e di rendere poco fluida la comunicazione.

  • Opzione 3

Questo è il modello che ho scelto di adottare con le mie collaboratrici.

La tua collega lavora per il cliente il 100% del volume dei task e tu incassi una percentuale da lei stessa.

Economicamete parlando anche qui la tariffa del cliente aumenterà un pochino se vuoi che la tua collega lavori a tariffa piena.

Ciò che ho riscontrato nel tempo, è che qui va definito il rapporto con il cliente finale e importantissimo, devono essere chiari i rapporti tra te e l’assistente.

Potresti decidere infatti di inserire una clausola di non concorrenza per evitare spiacevoli circostanze.

Sta a te decidere chi deve garantire la corretta esecuzione dei lavori e di conseguenza come stipulare gli accordi, io ho scelto di essere responsabile del lavoro della mia assistente, questo modello è ben condiviso da clienti che capiscono che dietro alla mia presenza c’è una struttura solida.

Sono rasserenati dal fatto che in fase di onboarding il lavoro è a 4 mani e che la mia assistente mi informerà di ogni criticità che potrà emergere durante la collaborazione, in modo che io intervenga per appianare certe situazioni.

Le collaborazioni tra assistenti virtuali – conclusioni

È molto importante capire che nei tre modelli proposti esiste un comune denominatore: le assistenti sono due entità commerciali distinte, con partita Iva differenti.

Qualsiasi è la forma di collaborazione che scegli, è opportuno consultare un legale che ti dia indicazioni precise su come stipulare i contratti, per non incorrere in spiacevoli situazioni, come per esempio le società di fatto o irregolari, nel caso in cui il brand sia unico per entrambe le assistenti.

Nella terza opzione per esempio, nel contratto stipulato con il mio cliente finale, è ben spiegato che la mia assistente lavora utilizzando il mio marchio.

Questi dettagli se chiariti con un professionista, sono quelli che ti permettono di gestire la collaborazione in modo etico e soprattutto senza intoppi legali!

Francesca Tifi
Francesca TifiAssistente virtuale
Aiuto le donne a lavorare efficacemente da remoto