Eh già, perché il consulente ci sta chiedendo i documenti per chiudere l’anno 2018 e determinare tasse e imposte da pagare.

Sono diverse volte che sollecita e forse è arrivato il momento di accontentarlo!

Il problema è che di pronto non abbiamo nulla e abbiamo rimandato la questione, perché mettere mano tra le carte proprio non ci piace. D’altra parte, perché togliere tempo al nostro lavoro per fare ciò?

Se ti trovi in questa situazione e non sai da che parte cominciare, ti insegno un metodo veloce, dovrai solo seguire gli step della check list per essere sicuro che non hai dimenticato proprio nulla!

scarica tutti gli estratti conti legati al tuo business, conto corrente, carte di credito e paypal

per ogni addebito ricevuto, corrisponde un fattura di acquisto.

Se l’hai già stampata in passato o scaricata in pdf, dovresti averla da qualche parte! Trovala!

Oppure scaricala di nuovo, dalla posta elettronica, o dal sito dove hai acquistato. L’hai trovata? Bene!

Spunta sull’estratto conto il movimento e procedi con ogni addebito.

Alla fine ti troverai tutte le fatture di acquisto pagate nel 2018, che è quello che interessa al tuo commercialista e le avrai in ordine di data.

Fai un bel merge pdf, chiamalo fatture di acquisto pagate nel 2018 e tienilo nel tuo download.

Perché dare le fatture di acquisto anche se non le scarichi? Per due motivi.

Il primo è che il tuo consulente potrebbe voler verificare quanti acquisti hai sostenuto nell’anno e valutare se non ti conviene passare al regime ordinario. Nel forfettario infatti, scarichi il 22% dei costi per determinare quanto pagare di tasse. Se questo importo è eccedente, forse è arrivato il momento di valutare una diversa forma di inquadramento fiscale.

Il secondo è che anche se al tuo commercialista importa poco quanto hai acquistato nel 2018, le fatture di acquisto le devi comunque archiviare in ordine progressivo, per cui il lavoro fatto ti serve in ogni caso.

Con lo stesso metodo degli addebiti sui tuoi movimenti bancari, fai la stessa cosa per gli accrediti ricevuti.

Questi corrispondono alle fatture che devi aver emesso ai tuoi clienti. Ma attenzione, se sei hai qualche fattura non pagata, hai due opzioni,

o non la invii al consulente,

oppure gliela invii a parte motivando bene che questa non è stata pagata!

Già perché paghi le tasse non sul fatturato, ma sull’incassato!

Anche qui, un bel merge pdf, chiamalo fatture incassate nel 2018 e lascialo nel download.

Archivialo anche per te! Come per le fatture di acquisto, quelle di vendita devi tenerle conservate in ordine progressivo di emissione.

Fatto questo devi preoccuparti soltanto di una cosa. Sei un professionista?

Ricevi dei compensi, quindi devi richiedere le Certificazioni Uniche ai tuoi clienti. Anche qui vale il regime di cassa.

Quindi ogni tuo cliente (minimi e forfettari sono esentati), dovrà fornirti la CU per le fatture che ti ha pagato nel 2018.

Alcuni commercialisti chiedono anche le copie degli estratti conto.

Se anche per te è così, di solito è per assicurarsi che stanno mettendo nella dichiarazione dei redditi solo l’incassato e il pagato nel 2018.

Finito! Mail al tuo commercialista con i file del download e non hai più niente da inviare.

Arrivederci al prossimo post!

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